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As-Salaamu 'Aleikum

Benvenuti  nel sito del "Consiglio Centrale Islamico della Svizzera (IZRS)", l´islamica organizzazione di base per la coordinazione dei singoli musulmani in Svizzera. Questo sito vi aiuta ad ottenere una panoramica delle nostre attivitá, servizi ed opinioni. Nella rubrica "Visione" trovate il nostro modello a tre livelli per lo sviluppo della societá islamica in Svizzera.

Sin dalla sua fondazione nell´ottobre del 2009,  viene costantemente coordinato, amministrato e organizzato in tutte le aree. Lavoriamo, passo dopo passo, uniamo le numerose idee e avviamo i progetti secondo le loro prioritá, in particolare in tre aree:


- Seminari, prediche e continue lezioni sull´Islam
-Stands informativi sull´ Islam nelle grandi cittá della Svizzera e, in piú, l´ Islam-Infoline 
- Pubbliche relazioni, conferenze e dibattiti, simposi  

La nostra capacitá di agire é determinata principalmente da due variabili. Naturalmente abbiamo, innanzitutto, urgentemente bisogno, oltre alle quote associative, di ulteriori donazioni finanziarie. Attualmente esistono le seguenti possibilitá per donare: direttamente per internet con carta di credito oppure Paypal, tramite bonifico bancario sul nostro conto oppure anonimamente attraverso spedizione postale (non raccomandabile per grossi importi). Inoltre, siamo alla ricerca di persone costantemente competenti a livello dei progetti. Se siete del parere di poterci sostenere tramite la partecipazione ai progetti, siete cordialmente invitati a contattarci.

 
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Aktuelles

->Gio, 09. Set. 2010 19:00 - 20:30 Uhr
Einführung in die Grundlagen des islamischen Rechts: Usul al-Fiqh
->Ven, 10. Set. 2010 21:15 - 22:45 Uhr
Die verschiedenen Komponenten einer islamischen Gemeinschaft
->Sab, 11. Set. 2010 10:00 - 17:00 Uhr
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10vor10: Schülerin kämpft für Kopftuch

10vor10 vom 25.08.2010

Tele Ostschweiz Beitrag zum Kopftuchfall in Bad Ragaz [18.08.2010]

 

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Kommentar

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    Bern, 15.08.2010

    Von Abdel Azziz Qaasim Illi

    Die aktuelle Diskussion um Hijab-Verbote an St. Galler Schulen fördert zuweilen auch Kurioses zutage. Recherchen des «Sonntags» im Zusammenhang mit dem zweiten konkreten St. Galler Fall, wo ein Hijab-Verbot ausgesprochen wurde, haben ergeben, dass neben Heerbrugg und Bad Ragaz noch acht weitere Gemeinden im Kanton ihre Schulhausordnungen dahingehend angepasst haben, dass das Tragen islamischer oder auch jüdischer Kopfbedeckungen nunmehr verboten ist.

    Besonders erstaunt jedoch die fundamentalistische Argumentation der Wiler Schulratspräsidentin Marlis Angehrn. Sie trat vergangene Woche bereits in Tele Ostschweiz als «Kennerin des Korans» auf und erklärte, wie sie mit Mädchen bzw. deren Eltern umzugehen pflege, die den Hijab tragen wollen. Demnach versteht sie es als ihre Pflicht, die religiöse Praxis der Betroffenen im Rahmen eines Gespräches zu analysieren. Dabei knüpft Angehrn die Zulassung des Hijabs im Einzelfall an die Einhaltung der islamischen Pflichtgebete. Beten sei schliesslich eine «Hauptpflicht». Wer diese schon nicht erfülle, könne sich auch bei «Nebenpflichten», wie dem Tragen des Hijabs, nicht auf die verfassungsmässig garantiere Religions- und Kultusfreiheit beziehen.

    Ganz Unrecht hat die Schulratspräsidentin nicht. Dass man offenbar auch bemüht ist, religiös praktizierenden Kindern eine Gebetsnische zur Verfügung zustellen, zeugt von gelebter Toleranz und Aufgeschlossenheit. Ob es sich in einem religionsneutralen Staat jedoch geziemt, die Zulassung bzw. das Verbot einer religiösen Kultushandlung von der vermeintlichen Rechtsgläubigkeit der betroffenen Person abhängig zu machen, dürfte noch zu reden geben.

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